SOGGETTI INTERESSATI
I patti territoriali possono essere promossi da:
- enti locali;
- altri soggetti pubblici operanti a livello locale;
- rappresentanze locali delle categorie imprenditoriali e dei lavoratori interessate;
- soggetti privati.
I patti possono, inoltre, essere sottoscritti da:
- regione o provincia autonoma nel cui territorio ricadono gli interventi;
- banche o finanziarie regionali;
- consorzi di garanzia collettiva fidi;
- consorzi di sviluppo industriale operanti nel territorio oggetto del patto.
I soggetti firmatari sono vincolati al rispetto degli impegni assunti per la realizzazione degli interventi di rispettiva competenza. La Regione deve inserire il patto tra le azioni e le iniziative attuative dei programmi regionali, compresi quelli di rilevanza comunitaria; le banche e le finanziarie regionali, nei limiti dei loro statuti, assumono l'impegno a sostenere finanziariamente gli interventi produttivi per la parte di investimenti non coperta da risorse proprie o da finanziamenti pubblici; gli enti locali e gli altri soggetti pubblici sottoscrittori si impegnano, in particolare, a dar attuazione alla legge 241/90 (trasparenza amministrativa) e a tutte le altre norme di semplificazione ed accelerazione procedimentale.
I soggetti promotori devono, inoltre, provvedere ad individuare, tra quelli pubblici, il soggetto responsabile ovvero a costituire, a tal fine, societa' miste o a partecipare alle stesse.
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RUOLO DEL SOGGETTO RESPONSABILE |
Il Soggetto Responsabile, come detto espressione dei soggetti promotori, è una particolare figura, intermedia tra l’amministrazione centrale ed il soggetto beneficiario, alla quale sono attribuite importanti funzioni di coordinamento e di gestione del Patto.
Il soggetto responsabile provvede tra l'altro a:
- rappresentare in modo unitario gli interessi dei soggetti sottoscrittori;
- attivare risorse finanziarie per consentire l'anticipazione e/o il cofinanziamento di eventuali contributi statali, regionali e comunitari (compresa la promozione del ricorso alle sovvenzioni globali);
- attivare le risorse tecniche ed organizzative necessarie alla realizzazione del patto;
- assicurare il monitoraggio e la verifica dei risultati;
- verificare il rispetto degli impegni e degli obblighi dei soggetti sottoscrittori;
- verificare e garantire la coerenza di nuove iniziative con l'obiettivo di sviluppo locale a cui e' finalizzato il patto;
- promuovere la convocazione di conferenze di servizi;
- assumere ogni altra iniziativa utile alla realizzazione del patto.
Il patto può avere come oggetto interventi nei settori dell'industria, agroindustria, servizi, turismo, apparato infrastrutturale, tra loro integrati. Dal 2000 ad essi si sono aggiunti anche l’agricoltura e la pesca, nonché la produzione di energia.
Il patto territoriale può essere attivato in tutto il territorio nazionale, fermo restando che le specifiche risorse destinate dal CIPE sono riservate ai patti attivabili nelle aree depresse ammissibili agli interventi dei fondi strutturali (ob. 1, aiuto transitorio ob. 1, 2, aiuto transitorio ob. 2, deroga ex art. 87.3.c del Trattato di Roma).
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CONTENUTO DEL PATTO TERRITORIALE |
Il patto territoriale deve indicare:
- lo specifico e primario obiettivo di sviluppo locale cui è finalizzato ed il suo raccordo con le linee generali della programmazione regionale;
- il soggetto responsabile;
- gli impegni e gli obblighi di ciascuno dei soggetti sottoscrittori per l'attuazione del patto;
- le attività e gli interventi da realizzare con l'indicazione dei soggetti attuatori, dei tempi e delle modalità di attuazione;
- il piano finanziario e i piani temporali di spesa relativi a ciascun intervento e attività da realizzare.
Requisiti per l'attivazione sono:
- esistenza della concertazione fra le parti sociali, certificata attraverso uno specifico protocollo d'intesa;
- disponibilità di progetti d'investimento per iniziative imprenditoriali nei diversi settori e complessiva integrazione di tutte le iniziative contenute nel patto, tale da rendere coerenti gli interventi con gli obiettivi individuati. Tale fase può essere svolta con l'aiuto di una delle società di servizi convenzionate con il Ministero del Tesoro, del Bilancio e della Programmazione Economica per l'attività di supporto ed assistenza tecnica dei patti territoriali.
Nel caso di utilizzo delle specifiche somme assegnate dal CIPE ai patti territoriali i progetti devono essere positivamente istruiti da uno dei soggetti convenzionati con il Ministero delle Attività Produttive (in origine con il Ministero del Tesoro, del Bilancio e della Programmazione Economica) che provvederà a valutare tutte le iniziative comprese nel patto e la coerenza del patto nel suo complesso.
Il Ministero chiede un parere alla regione, qualora quest'ultima non rientri tra i soggetti sottoscrittori, da rendersi entro 30 giorni dalla richiesta. Lo stesso Ministero verifica la validità complessiva del patto e accerta la disponibilità delle risorse occorrenti a valere sulle somme destinate dal CIPE. Il medesimo Ministero approva, con decreto da emanarsi entro quarantacinque giorni, il patto da stipulare.
Il patto territoriale deve essere stipulato entro 60 giorni dalla emanazione del decreto di approvazione del patto.
L'erogazione delle agevolazioni avviene in quote periodiche sulla base degli obiettivi intermedi o finali raggiunti nel corso del progetto.
Il soggetto responsabile trasmette alla Cassa Depositi e Prestiti l'elenco degli interventi previsti e delle relative risorse pubbliche occorrenti a valere sulle specifiche somme destinate dal CIPE ai patti territoriali, congiuntamente alla documentazione finale relativa alle rispettive istruttorie. Il soggetto responsabile dovrà presentare una relazione semestrale sullo stato di attuazione del patto territoriale evidenziando risultati ed azioni di verifica e monitoraggio svolte.
Una volta terminato l’investimento il soggetto beneficiario trasmette la documentazione finale al soggetto responsabile che, previo controllo e adempimenti a suo carico, la trasmette alla Banca Concessionaria che deve effettuare l’istruttoria finale che, a sua volta viene trasmessa al Ministero.
Contestualmente il soggetto responsabile invia la richiesta di erogazione di ultimo rateo (dedotto il 10% del contributo) alla Cassa Depositi e Prestiti.
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COLLAUDO ED EMISSIONE DECRETO DEFINITIVO |
Terminata positivamente l’istruttoria finale ed erogato l’ultima quota del contributo viene nominata la Commissione Ministeriale che accerta in via definitiva il positivo completamento del programma di investimenti.
Il Soggetto Responsabile, ricevuto il verbale della Commissione, prepara la bozza del decreto definitivo di concessione che viene trasmesso al Ministero per l’emanazione ed il conseguente svincolo del 10% del contributo.
Per i Patti Territoriali è previsto un finanziamento pubblico massimo di euro 51.645.689. Sono previste agevolazioni fino al 100% delle spese per le infrastrutture pubbliche nonché contributi per progetti imprenditoriali nei settori dell'industria, agroindustria, servizi e turismo (nella misure previste dalla Legge 488/92) e dell’Agricoltura (nelle misure previste dai Piani di Sviluppo Rurale o dai POR delle Regioni interessate).
Le Rimodulazioni di Risorse (attive sia per i Patti Territoriali sia per i Contratti d’Area) vengono autorizzate dal Ministero in caso di disponibilità di fondi non utilizzati sul Patto/Contratto originario. Di norma i contributi disponibili non superano i 10 milioni di euro.